Chi è il problem solver

Vediamo chi è il problem solver, perchè le aziende ne hanno bisogno in diversi ambiti e situazioni, quale formazione è necessaria per diventarlo

I problemi risolti con il problem solver

I problemi sono all’ordine del giorno, ma come si possono risolvere in modo scientifico? Il problem solver ti aiuta.

Il periodo inoltre del lock down ha reso ancora più complessa la gestione aziendale e non è sempre facila avere la soluzione alle varie problematiche.

Ma chi è il problem solver?

Un professionista che ha una elevata capacità nella risoluzione dei problemi, un vero talento sottovalutato.

E’ una persona lucida, pragmatica e razionale che studia e comprende i problemi più di altri.

Una figura empatica che tratta con delicatezza i problemi ed i rapporti tra i vari membri dello staff e non dà niente per scontato.

Affronta il problema in modo sereno e razionale analizzandolo con strumenti efficaci.

E’ un professionista che trova soluzioni, in diversi ambiti e situazioni, attraverso un processo articolato, nel minor tempo possibile.

Le fasi del problem solver

La prima fase è il riconoscimento di un problema, capire che qualcosa non funziona e va risolto.

Non è così banale, spesso si individuano cause esterne e si scarica il problema su altri, ma con un po’ di auto critica le cose possono cambiare.

Capire che qualcosa frena il nostro business è il primo passo per migliorare il nostro processo aziendale.

La seconda fase è capire che tipo di problema abbiamo, da cosa deriva, quali elementi lo hanno generato.

Serve un’analisi collettiva dei processi aziendali, dei nostri dipendenti e collaboratori, del mercato globale, una vera analisi SWOT del processo a 360 gradi.

Chi è il problem solver

Serve un’analisi dei numeri, oggettiva, non si va a sensazione

Stabiliamo gli obiettivi da raggiungere, realistici e misurabili anche attraverso strumenti di growth hacking.

Utile rappresentare le soluzioni con mappe mentali e attraverso il design thinking.

La terza fase è l’azione, attuare il progetto di risoluzione del problema attraverso azioni monitorabili con un approccio strutturato.

Dobbiamo fissare un traguardo da raggiungere, attuo un piano stabilendo le priorità.

In questa fase devo essere flessibile, capire se il processo è corretto ed essere pronto a correggere le azioni intraprese, una procedura chiara e lineare.

Il pensiero laterale

La capacità del problem solver è quella di vedere le cose da una prospettiva diversa.

Un problema può essere analizzato in diversi modi, il problem solver ha la capacità di trovare più soluzioni potenziali da analizzare.

Le soluzioni possono essere valutate su un grafico dove sono presenti “impatto” e “tempo”.

Ogni azienda deve capire quale soluzione adottare, ovvero risolvere il problema in poco tempo impattando il business oppure con calma e con scarso impegno.

Sono le priorità che indicano quale soluzione adottare, i costi/benefici.

Il problem solver ha la capacità di trovare le migliori soluzioni da analizzare in modo collegiale, lascia sempre la decisione della scelta all’azienda.

Anche Google ne ha parlato in un recente articolo.

In pratica il problem solver è una mente esterna all’azienda che aiuta e supporta il management nelle decisioni più imporanti.

Ad esempio nelle fasi operative, commerciali, di marketing e comunicative, offrendo una consulenza veloce e pratica.

Essere esterno all’azienda è un vantaggio, non è schierato con nessuno e quindi viene accettato dal gruppo.

Einstein sosteneva che “non si può risolvere un problema con lo stesso tipo di pensiero con cui lo si è creato”.

La formazione del problem solver

Il problem solver può formarsi attraverso corsi di specializzazione dove vengono insegnate strategie di decision making.

La formazione prevede inoltre di acquisire competenze per:

  • elaborare scenari di previsione
  • analizzare i processi organizzativi
  • pianificare le azioni
  • gestire i processi di cambiamento
  • definire le azioni da intraprendere

I vantaggi di avere un problem solver

A mio avviso le aziende dovrebbero capire che sono molti i benefici che si possono avere:

  • delega a qualcuno e quindi meno stress
  • più tempo per pensare a nuovi prodotti e progettare e non a risolvere i problemi
  • risolvere una questione che limita il nostro business dopo avere individuato le cause e le soluzioni

L’investimento viene ripagato quasi sempre, va scelto un problem solver che conosce il tuo settore in modo concreto.

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